Milano Fashion Week 2025: il meglio (e il peggio) di oggi

Se pensavi che la Milano Fashion Week fosse solo sfilate e gente in posa, ripensaci. Oggi è stata una giornata di colpi di scena, eleganza stratosferica e qualche tocco di assurdità che non guasta mai.

Gucci: il ritorno dell’eleganza moderna

Sabato De Sarno ha aperto la giornata con la nuova collezione co-ed di Gucci, dimostrando che il brand non ha paura di osare. Tessuti lussuosi, silhouette rilassate e un’idea di sensualità raffinata hanno fatto impazzire il pubblico. Se ti aspettavi un eccesso di logo-mania, sei rimasto deluso: questa è una Gucci più sofisticata, e sinceramente ci piace​donnemagazine.it.

Alberta Ferretti e l’incanto etereo

Grande attesa anche per Lorenzo Serafini, nuovo direttore creativo di Alberta Ferretti, che ha portato in passerella una collezione da sogno. Veli impalpabili, colori pastello e un romanticismo mai stucchevole. Insomma, se non hai già voglia di vestirti da fata elfica, aspetta di vedere queste creazioni​giltmagazine.it.

Francesco Murano: il designer che fa tremare i giganti

Uno dei momenti più attesi è stato il debutto ufficiale di Francesco Murano, giovane stilista che ha già vestito Beyoncé e Zendaya. Le sue forme geometriche e la sua estetica scultorea hanno fatto capire a tutti che non è un semplice emergente, ma una vera minaccia per i big della moda​donnemagazine.it.

Moschino: il circo della moda è tornato

Se pensavi che la moda dovesse essere tutta serietà e drappeggi raffinati, Moschino ha deciso di smentirti. La collezione è stata un’esplosione di ironia, con abiti che sembravano usciti da un cartone animato e modelle che sembravano divertirsi (cosa rara in passerella). Una ventata di freschezza in mezzo a tanto minimalismo​giltmagazine.it.

Fendi e i 100 anni di rivoluzione

Non si può parlare di oggi senza menzionare la celebrazione per il centenario di Fendi. La maison ha mescolato passato e futuro, con richiami agli archivi e pezzi ultramoderni. L’evento è stato più simile a un rito sacro che a una semplice sfilata, e possiamo dire con certezza che Karl Lagerfeld avrebbe approvato​donnemagazine.it.

Versace chiude in bellezza (e in oro)

La giornata si è conclusa con Versace, che ha riportato in auge il barocco italiano in tutta la sua gloria dorata. Abiti scintillanti, giacche strutturate e una dose di sfrontatezza che solo Donatella può gestire senza sembrare eccessiva. Se il lusso fosse una religione, Versace ne sarebbe la divinità​giltmagazine.it.

In sintesi? Milano oggi è stata un tripudio di innovazione e nostalgia, con qualche tocco di follia. E domani? Beh, prepariamoci al prossimo giro di giostra.